Newsletters
Newsletter di maggio
Trekking e natura
Newsletter maggio
Paradiso dell’outdoor

L’Islanda è il posto ideale per chi ama le attività all’aria aperta, specie d’estate e per noi italiani, in fuga dal caldo che arroventa le nostre città. Il paesaggio islandese riserva continue sorprese e muta seguendo il capriccio del fuoco che cova sottoterra: sorgenti termali e ghiacciai millenari, spiagge nere e morbide distese d’erba, colate di lava e tappeti di muschio, altipiani che si interrompono con il fragore di innumerevoli corsi d’acqua.
Ce n’è per tutti i gusti: quest’isola offre sia camminate brevi, che percorsi più impegnativi, trekking a piedi e a cavallo, sport più o meno estremi come sci, arrampicata, sci-alpinismo, ice climbing.
Newsletter di aprile
Riprende la stagione dell'avvistamento dei Cetacei
Newsletter aprile
Le balene in Islanda
La balena è un animale da guinness dei primati: è il più grande mammifero vivente, quello che compie le rotte migratorie più lunghe, in grado di immergersi a profondità proibitive e di emettere i suoni più alti dell’intero regno animale.
Nel mondo esistono circa 90 tipi diversi di cetacei, tra cui le balene, le orche e i delfini.
L’Islanda è tra i paesi che, per posizione geografica, maggiormente può godere della presenza di questi meravigliosi animali.
Nei suoi mari, infatti, si possono trovare almeno 20 varietà di cetacei. L’isola è bagnata dalle gelide acque artiche, nel nord, e da acque più calde, a sud. La circolazione di diverse correnti sottomarine assicura cibo in abbondanza e, laddove queste correnti si incontrano, vengono a crearsi delle riserve ricchissime di krill e plancton, che beneficia per la sua proliferazione delle lunghe giornate estive.
Si tratta di giganti buoni, a volte un po’ maltrattati, in alcuni casi persino minacciati dall’azione dell’uomo. Il Islanda, malgrado alcune controversie recenti in materia, è molto alto il senso di responsabilità e l’attenzione nei confronti dell’ambiente e delle specie a rischio. Tutti amano questi animali e, da recenti studi, risulta che il consumo di carne di balena è ormai quasi solo un ricordo della tradizione.
Stando ai dati raccolti su whale watching, risulta che nel 2000 45.400 persone hanno preso parte a tour di avvistamento in 9 diverse località dell’Islanda. Nel 2002 il numero è salito a ben 62.000. L’enorme crescita di questo settore è un indubbio vantaggio per l’economia islandese, in generale, ma anche per il piccolo comunità. E in ultima analisi si tratta anche di un argomento molto valido contro la pesca alla balena.
Newsletter di marzo
Le sorgenti geotermali
Newsletter marzo
Le forze della natura islandese
Le sorgenti di acqua geotermale sono uno dei fenomeni per cui l’Islanda è certamente nota.
L’isola si trova, infatti, proprio sopra la Dorsale Medio-Atlantica, la faglia che si snoda da nord a sud, lungo tutto l’Oceano Atlantico, ed è responsabile delle turbolente attività vulcaniche dell’isola. L’Islanda è stata creata dalle eruzioni vulcaniche sottomarine provocate dal movimento delle placche tettoniche; si trova esattamente a cavallo delle due zolle continentali americana ed eurasiatica. Lo scenario naturale dell’isola è pertanto contrassegnato da incredibili fenomeni vulcanici e geotermici: geyser, sorgenti termali, fumarole, colate laviche, pozze di fango, crateri, caldere e cupole eruttive. Oltre ai numerosi vulcani, sopiti e attivi, l’Islanda possiede circa 250 zone geotermiche e un totale di circa 780 sorgenti di acqua termale, con una temperatura media che si aggira intorno ai 75°C.

La creazione di una sorgente termale è data dall’incontro, nelle profondità del sottosuolo, tra masse di acqua fredda, di provenienza marina o meno, con intrusioni di magma in fase di raffreddamento. L’acqua viene portata ad altissima temperatura e torna in superficie. Ad meno di un chilometro di profondità, le acque geotermali possono superare i 200°C di temperatura.
Newsletter di febbraio
L'Islanda ti prende per la gola
Il Þorrablót
Storia - curiosità - ricette
Newsletter febbraio
Il mese di febbraio rappresenta per gli islandesi un ritorno alla tradizione e ai cibi antichi.
Una delle festività più amate infatti è il Þorrablot,‘La benedizione di Þorri’, che ha inizio il primo giorno del quarto mese invernale (detto appunto Þorri) secondo l’antico calendario islandese. Durante tutto il mese di Þorri,che cade approssimativamente tra la seconda metà di gennaio e la penultima settimana di febbraio, nelle case e presso i ristoranti dei tutta l’isola si consumando cibi dell’antica tradizione vichinga pre cristiana.
I primi riferimenti a questa festività risalgono al tardo quattordicesimo secolo, con una menzione nell’anticomano scritto Flateyjarbók, (il libro di Flatey). Stando al racconto un tal re Þorri verso la fine della stagione invernale era solito donare delle offerte alle divinità perché risparmiassero il suo regno dei rigori del gelido inverno.Il quarto mese invernale prenderebbe da lui il nome.
Dal momento che si tratta di una festività invernale, la maggior parte dei cibi viene conservata per l’occasione i diversi modi: essiccati, salati, affumicati e anche frollati. La festa è anche un’occasione per rispolverare vecchie danze e antichi canti ed è stata riportata in auge a partire dal 19simo secolo.
Il menù attinge pienamente alle risorse locali: pesce e carne ovina, oltre ad una buona dose di burro. Tra le prelibatezze troviamo:
lo “svið„ (testa d'agnello bollito), lo “hákarl„ (carne di squalo groenlandese lasciato frollare), lo “skyr„ (yogurt fatto con un caglio un po’particolare ottenuto da un estratto secco proveniente dal rivestimento dello stomaco di mammiferi come bovini, ovini e capre), i “flatkokur„ (piatti e sottili pani di segale spalmati con il burro), lo “hardfiskur„ (pesce secco, sempre servito con il burro), il “lifrarpylsa„ (pudding fatto dal fegato d’agnello) e il“brennivín„ (una bevanda alcolica distillata dalle patate e poi aromatizzata con i cardi).
Catalogo 2010

Sfoglialo online o scaricalo in PDF (19Mb).
Meteo in Islanda
15°C
Reykjavik
Nuvoloso




